Di che classe è il tuo laser?
Quello che dovresti sapere per la tua sicurezza

Quando diciamo “LASER” ci riferiamo a un vastissimo range di prodotti. I prodotti equipaggiati con laser utilizzati nell’industria meccanica spesso montano sorgenti ad alta potenza, e possono causare danni anche gravi se non si conoscono le misure necessarie a prevenirli.

Per questo motivo esiste una regolamentazione internazionale che divide i sistemi laser in classi, specificate dallo standard IEC 60825-1 (in USA ANSI Z136). Le classi dipendono da come è costruito il sistema e dalla potenza e lunghezza d’onda del laser stesso.

Il produttore è responsabile dell’attribuzione di una classe al proprio sistema laser che indica il livello di pericolosità per l’uomo e le precauzioni necessarie ad utilizzare il laser senza conseguenze negative per la sicurezza.

Analizziamo nello specifico le diverse classi e quali sono le differenze tra loro.

Laser di classe 1

I sistemi laser di classe 1 sono quelli più sicuri per l’operatore. Anche in caso di contatto prolungato con gli occhi e con strumenti ottici non causano danni, perché hanno una potenza in uscita di pochi microwatt.

I sistemi laser di classe 3 o 4, se incorporati in un cabinet che evita la fuoriuscita dei raggi, possono acquisire la classe 1 di sicurezza in quanto la struttura esterna protegge l’operatore al 100%.

Sistema in classe 4

Sistema in classe 1

Essere informati è fondamentale per scegliere un buon prodotto.

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Laser di classe 1M

I sistemi laser di classe 1M sono molto simili ai laser di classe 1 per quanto riguarda la pericolosità per gli occhi.
La differenza coi sistemi di classe 1 è che possono diventare pericolosi se utilizziamo strumenti ottici come telescopi o microscopi per guardare il raggio che, amplificandosi, può essere dannoso. Sono laser di classe 1M i diodi laser, i sistemi di comunicazione in fibra e i misuratori di velocità laser.

Laser di classe 2

I laser di classe 2 sono quelli la cui luce è visibile a occhio nudo, la cui potenza non supera 1mW. Sono pericolosi solo se si fissa intenzionalmente la luce per un certo tempo. 

Secondo il vecchio sistema di classificazione, questo tempo era circa 1000 secondi.

Laser di classe 2M

Il raggio visibile dei laser di classe 2M ha una lunghezza di 400-700 nm. Anche in questo caso il laser non causa danni a meno che non utilizziamo strumenti ottici e lo fissiamo a lungo.

Il produttore è responsabile di indicare quali sono gli strumenti ottici potenzialmente pericolosi per l’operatore.

Laser di classe 3R

Anche se la R sta per relaxed, questi laser sono leggermente più rischiosi di quelli precedenti. Se l’esposizione al raggio è breve non corriamo pericoli. Se invece è prolungata e soprattutto con strumenti ottici, il contatto è dannoso.
Il tempo di esposizione accettabile varia a seconda della lunghezza d’onda.
In generale è un laser a basso rischio, però questi laser devono essere identificati dal produttore con un’etichetta di avvertenza.

Laser di classe 3B
Questi laser sono pericolosi anche se il contatto con gli occhi è ridotto e possono anche causare piccole ustioni sulla pelle. Per questi laser esiste un limite di emissioni accessibili:
Laser di classe 4

Questi sono in assoluto i sistemi laser più pericolosi. Sono in grado di causare danni agli occhi e alla pelle ma anche di incendiare i materiali. Essendo così potenti, sono quelli più utilizzati per taglio, marcatura laser, saldatura e pulizia.

Naturalmente, se vengono protetti adeguatamente da un cabinet, diventano innocui e privi di rischio per gli operatori, come abbiamo già spiegato sopra.

Se si lavora con questo tipo di laser è necessario indossare gli occhiali protettivi, evitare il contatto e allontanare materiali infiammabili dal raggio o dal riflesso dello stesso.

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Data di Pubblicazione: 02/11/2020

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